Aip a Singal: Semplificazione porta a conclusioni poco aderenti a realta'
(DIRE - Notiziario settimanale Psicologia) Roma, 11 mag. - "L'eccessiva semplificazione porta a conclusioni poco aderenti alla realta'. La psicologia non si e' mai dichiarata infallibile, perche' nessuna scienza empirica lo e' e perche' per sua natura la scienza e' costantemente soggetta a revisioni". Risponde cosi' Santo Di Nuovo, ordinario di Psicologia dell'Universita' di Catania e presidente dell'Associazione Italiana di Psicologia, al giornalista e scrittore Jesse Singal che in una recente intervista ha criticato la psicologia, definita "una scienza imperfetta" che "ha cambiato il mondo spacciandosi per infallibile".
"I temi trattati nell'intervista sono molto seri- sottolinea Di Nuovo- e la ricerca psicologica in ambito sociale li affronta in maniera complessa, con gli strumenti epistemologici e metodologici validati dalla comunita' scientifica. Singal, riprendendo quanto scritto in un suo testo (dal titolo piu' sottilmente ma altrettanto diffamatorio 'The Quick Fix: Why Fad Psychology Can't Cure Our Social Ills'), fa una serie di affermazioni che banalizzano e distorcono pesantemente i risultati e le conclusioni degli studi scientifici citati, dimostrando- sottolinea lo psicologo- di non avere una reale, completa e aggiornata conoscenza della letteratura scientifica prodotta. In realta'- aggiunge il presidente della Aip- vengono estrapolati selettivamente alcuni contenuti, presentati in modo semplificato fino a renderli inverosimili e usati per fare delle inferenze che la psicologia scientifica non potrebbe sostenere (ma neppure il buon senso lo farebbe). I casi citati- spiega ancora il docente- sono un esempio di informazione errata su cosa fa la seria ricerca psicologica". A tal proposito, Di Nuovo porta alcuni esempi: "Che il divario di genere sul lavoro sia superabile per le donne addestrandosi ad assumere determinate posture del corpo, o che i pregiudizi discriminatori siano riduttivamente e meccanicamente spiegabili sulla base dei soli atteggiamenti impliciti individuali, non sono conclusioni della comunita' scientifica degli psicologi".
Dopo aver ricordato che, nella suddetta intervista, "Singal parla della psicologia con modalita' che richiamano una divulgazione psicologica fatta da non esperti, ad esempio attraverso video diffusi in rete o in volumi destinati a lettori desiderosi di soluzioni veloci e di poco impegno alle difficolta' quotidiane di comunicazione e interazione sociali", lo psicologo chiarisce che "la conoscenza prodotta dalla comunita' scientifica internazionale degli psicologi non e' questa e confonderle non serve a nessuno, tanto meno a chi deve utilizzare e applicare in pratica i risultati delle ricerche.
Gran parte dell'attivita' di informazione delle associazioni scientifiche degli psicologi e' dedicata- tiene a sottolineare Di Nuovo- proprio a mettere in guardia il pubblico da queste semplificazioni riduttive per la comprensione dei meccanismi dell'interazione umana".
"La psicologia scientifica discute da molti anni della crisi di riproducibilita' degli studi ed e' consapevole della complessita' dei suoi oggetti di ricerca- garantisce il presidente di Aip- ben sapendo che non esiste una singola causa per fenomeni complessi come la discriminazione sociale. Ed e' consapevole della necessita' di curare la divulgazione dei suoi risultati in modo da ridurre i fraintendimenti e non creare aspettative di soluzioni 'magiche'. Per questi motivi, la questione dell'utilita' sociale di una disciplina scientifica ben difficilmente puo' essere liquidata in modo sommario e generalizzato come fatto da Singal. La ricerca psicologica- aggiunge Di Nuovo- applicata ai problemi sociali puo' realmente contribuire a una migliore comprensione del mondo, e al suo cambiamento, a condizione che i risultati prodotti e il processo di ricerca che li genera- conclude- vengano compresi nel loro effettivo significato e divulgati correttamente".
(Wel/ Dire)