
Roma, 12 set. - In merito alla controversia tra Ministero della Salute ed alcuni produttori di cannabis sui prodotti ad uso orale contenenti cannabidiolo (CBD), rispetto alla quale il TAR del Lazio ha recentemente concesso la sospensiva, evitando l'inserimento dello stesso CBD nelle tabelle ministeriali, la Commissione dell'area delle dipendenze patologiche dell'Ordine dei Medici della Provincia di Roma ritiene utile apportare un proprio contributo al fine di evitare il rischio che tale pronunciamento possa creare confusione nella popolazione.
Il cannabidiolo è un composto di origine vegetale in grado di attraversare la barriera ematoencefalica ed interagire con specifici recettori presenti nel cervello, causando effetti biologicamente rilevanti; costituisce infatti il principio attivo del farmaco Epidyolex, che viene utilizzato anche in Italia.
Il suo uso all'interno di prodotti non farmaceutici non può ritenersi sicuro per la presenza di effetti sul sistema nervoso, gastrointestinale, immunitario e respiratorio; non disponiamo inoltre di dati inerenti gli effetti nell'uso a lungo termine, che possono essere ottenuti solo attraverso la farmacovigilanza. Tale fitocannabinoide ha inoltre numerose interazioni farmacologiche, soprattutto modificando il metabolismo di altri farmaci.
Riteniamo quindi che, allo stato delle attuali conoscenze, tale molecola debba essere assunta dalla popolazione solo sotto controllo medico. Tale restrizione al consumo umano non ha alcun effetto sul settore della "canapa industriale", in ambiti quali l'edilizia e la produzione tessile, che non presentano alcun rischio per la salute.
(Red)